DEPURATORE DEL GARDA - Memoria

Già negli anni tra il 2003 e il 2010 i Comuni gardesani hanno sollevato il problema della depurazione dei reflui fognari dei loro territori. In particolare il problema è sempre stato quello di una mancata separazione delle acqua nere dalle bianche per cui gli scarichi a lago ovviamente han prodotto e stanno producendo l'inquinamento che talvolta porta anche a determinati periodi di divieto di balneazione in alcune zone del lago. Recentemente, ovvero tra il 2018 e il 2019, sono stati rilevati anche scarichi del tutto irregolari nel Comune di Desenzano. Il sistema gardesano vede come attori, circa la gestione delle acque, sostanzialmente (almeno per quel che riguarda il lato occidentale) la Associazione Temporanea di Scopo ("ATS Garda Ambiente") e l'"ATO" (ovvero l'Autorità Territoriale d'Ambito per tutto quanto attiene l'acqua dalle sorgenti alla depurazione finale). Già nel 2018 "Acque Bresciane" (Provincia di Brescia e quindi Regione Lombardia) ha deliberato affinché un progetto di nuova depurazione venisse varato e realizzato avendo come recettore dei reflui il fiume Chiese, liberando il depuratore di Peschiera (Provincia di Verona e quindi Regione Veneto) dalla possibilità di ricevere i reflui bresciani nel fiume Mincio. In sintesi estrema, tra 5 o 6 ipotesi progettuali la scelta è ricaduta sul progetto che vedrebbe realizzare un raddoppio del depuratore di Gavardo e la triplicazione di quello di Montichiari; ovvero i reflui dell'alto Garda andrebbero pompati sino a Gavardo, mentre i Comuni a sud di Salò farebbero confluire i loro reflui al rinnovato e ampliato depuratore in Montichiari. Solo Desenzano e Sirmione continuerebbero a scaricare a Peschiera. (Qui il testo dell'intesa datata 2017 tra ATO veronese e ATO bresciano). Ma la questione centrale che vincola il nuovo eventuale sistema di collettamento è quella che attiene la dismissione della cosiddetta "sublacuale", ovvero della grossa tubazione che da circa 35 anni fa confluire i reflui dell'alto Garda da Toscolano a Torri del Benaco. Per eliminare tale tubazione (considerata obsoleta che ormai abbisogna di frequenti interventi manutentivi) le Regioni Lombardia e Veneto, hanno fa tempo firmato un protocollo col Ministero dell'Ambiente per sostenere con 100 milioni di euro il nuovo sistema avendo come base quindi l'accordo per passare da terra e non usare il passaggio a lago. Attorno a questa questione dal 2019 si è scatenata la reazione di vari comitati "in difesa del Chiese" e gli stessi Comuni del'asta del Chiese hanno espresso contrarietà al progetto, dichiarandosi per un verso scettici sulla necessità di abbandonare la sublacuale e dall'altra la preferenza semmai per un progetto a terra che non raggiunga Gavardo e Montichiari ma che, passando dall'entroterra raggiunga Desenzano per poi proseguire verso Peschiera. Negli articoli qui memorizzati e nelle carte allegate, ognuno può farsi un'idea della questione. Si aggiunga che sia l'Amministrazione del Sindaco Mario Fraccaro (2014-2019) sia quella del suo successore Sindaco Marco Togni, hanno contestato il progetto che vede Montichiari coinvolto e i Consigli Comunali hanno deliberato a tal proposito mozioni di avversità. Allo stato, la vicenda presenta alla pagina ULTIME NOTIZIE la situazione in essere. E' possibile approfondire il tema anche leggendo la valutazione sul progetto (ovvero la "Analisi di siti alternativi per la ubicazione dell'impianto di depurazione a servizio della sponda bresciana del lago di Garda, ai fini della presentazione della V.I.A." ) effettuata dal prof.ing.Bertanza, ordinario di Ingegneria Ambientale del Dipartimento di Ing.dell'Univ.di Brescia).

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